venerdì 28 agosto 2015

Ripensamenti

Vi devo confessare una cosa.
Oggi sono entrata sul blog con uno scopo ben preciso: farlo sparire.
Poi ho visto un commento,l'ho guardato un attimo, e mi sono resa conto di volergli bene, a questo luogo virtuale che dal 2009 raccoglie le mie piccole cose, le mie sciocchezze quotidiane.
Mi era venuta voglia di farlo sparire perchè durante quest'estate, durante il mio annuale ritiro sui colli selvaggi del Sud, sto maturando un sacco di idee per il futuro prossimo.
Più che idee sono prese di posizione sulla mia vita, da tradurre in azione nei prossimi mesi.
Tra queste anche l'intenzione di essere un pelino meno descrittiva e documentativa, e concentrarmi sull'essenziale ovvero sulla mia arte, la mia crescita e quello che si spera tra non molto, diventerà il mio lavoro. L'idea iniziale quindi, era di sbarazzarmi del mio blog, lasciare andare tutto in un impeto di filosofia orientaleggiante che ricordasse la distruzione di un mandala, e concentrarmi su un sito internet che raccogliesse le mie opere sia prettamente personali che condivise e create nell'ambito della Terapeutica dell' arte. Oggi poi, sono entrata qui con l'intenzione precisa di trovare e cliccare il tasto "elimina", ma la mia occidentalità sentimentale ha avuto la meglio nel giro di qualche secondo.
Ebbene, infine ho deciso che sul web la condivisione selvatica avrà la meglio, ma potrà convivere pacificamente con un lato più professionale a cui indirizzare coloro che ne saranno interessati.
Alle riflessioni alterno la scrittura della tesi, quella di una lettera pressochè inifinita per la mia amica di penna Sabina, il ricamo astratto terrorista, e gite improbabili con lo zio preferito ( oggi è il suo compleanno) a bordo di una vecchia Fiat 500 color amaranto.


sabato 15 agosto 2015

Il giorno del cassonetto

Oggi è la festa del paese, ma per me è anche la tua festa.
L'anno scorso eri minuscolo e bruttino, piangevi disperato in un cassonetto sotto al sole,
e tutti quelli che seguivano la processione passando lì di fronte, non ti hanno sentito o hanno fatto finta di nulla. A me facevi venire i brividi.
Mi sono fatta un megalivido perchè sono alta un metro e poco più, e per me un cassonetto semi-vuoto è un pozzo. Ti ho tirato fuori che soffiavi e graffiavi terrorizzato, e poi mi sono incazzata come una biscia col genere umano,e mentre la Vara della Madonnina entrava in chiesa di gran carriera ed esplodevano gli applausi e i "W Maria", cercavo di telefonare invano a qualcuno che ci potesse aiutare.
- Non sapevo che dopo qualche giorno ti avrei trovato sul divano, mite come un agnellino -
A cena, invece delle squisitezze avanzate dal pasto estivo terrone più esagerato che ci sia, ho mangiato solo una banana perchè ho fatto tardi ed ero troppo nervosa ( e le banane sono forti ). Ad un anno di distanza ho un gatto nero fighissimo con una faccia da tolla infinita e un ottimo senso dell'umorismo, con buona pace della gatta Titina che ogni tanto ancora ti soffia ( d'altronde è una zitella... )
Buon giorno del cassonetto e buon ferragosto! 
Ps: adesso c'è la raccolta differenziata con l'asinello e i cassonetti li hanno tolti. Per fortuna!


martedì 11 agosto 2015

La montagna dalle cinque dita

Oggi vi parlo un pò di  Pentedattilo, ossia l'ultimo posto che io e Vic abbiamo visitato qui in Calabria,
e di un artista famoso che lo visitò e fece queste illustrazioni: 




Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972), incisore e grafico olandese, è conosciuto principalmente per le sue incisioni su legno, litografie e mezzetinte che tendono a presentare costruzioni impossibili, esplorazioni dell'infinito, tassellature del piano e dello spazio e motivi a geometrie interconnesse che cambiano gradualmente in forme via via differenti. Le opere di Escher sono molto amate da logici, matematici e fisici, che apprezzano il suo uso razionale di poliedri, distorsioni geometriche ed interpretazioni originali di concetti appartenenti alla scienza, sovente per ottenere effetti paradossali.
In Calabria Escher viaggiò in lungo e in largo insieme a Robert Shiess e a Jean Rousset, compagni di un discreto spessore culturale. Visitarono Pizzo, Tropea, Pentedattilo, Fiumara, Santa Severina, Rossano, Stilo, Crotone, Scilla, Mèlito, Palizzi, Rocca Imperiale, Morano. Ovunque andarono i tre amici non sempre ricevettero una accoglienza di immediata ospitalità. In ogni luogo dove sostarono riuscirono, comunque, ad accattivarsi la simpatia della gente. Si racconta che alla stazione ferroviaria di Spezzano Albanese il suono della cetra tirolese di Jean Rousset attirò l’attenzione di alcuni cittadini e quella del capostazione. Costui fu talmente preso dalla musica e dalla danza che aveva improvvisato che dimenticò di dare il segnale per la partenza del treno se non con molto ritardo.
Dell’indimenticabile esperienza l’artista rese testimonianza in un articolo pubblicato sul De Goene Amsterdammer del 23 aprile 1932: “gli sconosciuti paesini del desolato entroterra calabro sono collegati alla ferrovia che corre lungo la costa solo attraverso una mulattiera. Chi vuole recarvisi deve andarci a piedi, se non ha a disposizione un mulo”. Alle impressioni di viaggio, unì il ricordo dei pasti frugali a base di miele, formaggio, pane duro ammollato nel latte di capra. Era la primavera del 1930.
Noi nel 2015 ci siamo aggirati curiosi per le antiche stradine del borgo fantasma, entrando nelle case disabitate e nelle piccole botteghe che sono state aperte solo da qualche anno, osservando le cinque dita di roccia ( che danno il nome al paese ) incombere su di noi. Motivi per restare affascinati da questo luogo ce ne sono parecchi, tra cui la strage che vide protagoniste le due famiglie nobili del luogo nel 1686 per motivi passionali. Del castello della famiglia Alberti, rimangono solo poche mura dello stesso colore della roccia, che ormai scoperchiate, guardano il vuoto. 




venerdì 7 agosto 2015

Un brasiliano in Magna Grecia

Per adesso io e Victor abbiamo visitato Reggio Calabria e il Museo Archeologico Nazionale dove sono conservati i famosi Bronzi di Riace. Il museo non è ancora del tutto sistemato, ma le nuove sale sono piene di luce e munite di elementi interattavi. Ho apprezzato molto il cambiamento. Il ricordo che avevo di questo museo era quello di un luogo pieno di reperti bellissimi e interessanti, ma con un' atmosfera cupa e decadente, come un bel cristallo ricoperto da una patina giallastra.
 Adesso invece è tutto limpido e luminoso, e gli oggetti esposti hanno maggior risalto . 
Osservare i reperti e immaginare la vita di allora mi emoziona sempre.
Penso che la mia passione per la storia, che in seguito mi ha portato verso la rievocazione storica e l'archeologia sperimentale, sia nata proprio così, 
gironzolando per le sale dei più disparati musei già da piccola.






Loro poi.....beh cosa dire. Sono una gioia per gli occhi.
Sono l'appagamento ideale per il mio vorace senso estetico, 
guerrieri fieri e vittoriosi che hanno attraversato i secoli e affrontato tre lunghissimi restauri.
Negli ultimi anni, mi ero abituata a vederli sdraiati sul tavolo operatorio al Palazzo della Regione, 
e poterli finalmente divorare con gli occhi in tutta la loro perfezione, da tutte le angolazioni, è stato bellissimo.





In città abbiamo camminato molto e ci siamo piacevolmente "persi" per le viuzze del centro, 
tra sali-scendi, scorci interessanti, e la famosa Via Marina, il lungo mare della città.
La cosa che mi piace di più del lungo mare, oltre alla sua eleganza vittoriana e le coste della Sicilia che sembrano vicinissime, sono gli alberi di Ficus Macrophylla secolari con le loro enormi radici.







In questi ultimi giorni, alcuni violentissimi temporali hanno visitato il mio paesello con impressionante regolarità, quasi come dei monsoni e con un bel corredo di fulmini e tuoni da far tremar i polsi.
Un fulmine è caduto anche nel cortile della casa di fianco alla mia facendomi non poco spaventare. 
Non mi era mai capitato un incontro tanto ravvicinato con questa forza della natura. A parte la parete di casa ( per fortuna ) e una finestra aperta a separarmene c'erano solo pochi metri! Che botto! 
Appena il tempo sarà più clemente continuerò a mostrare le bellezze dei dintorni al mio caro ospite, che nel frattempo ha già conosciuto le gioie del latte di mandorla, della granita al caffè con panna, della gazzosa al caffè ( che ovviamente gli è sembrata un pò strana) e di un aperitivo in pieno stile terrone. 



Un pensiero particolare a Eta,
che l' anno scorso era in giro per l'Italia e in questo stesso periodo è passata pure da Armo e Reggio.
Chi avrebbe mai detto che l'anno dopo avrei avuto qui Victor??
 Nemmeno sapevo della sua esistenza! :))
I nostri intrecci sono nati così, e secondo me avevano già iniziato a formarsi e a legarci a nostra Felice insaputa, proprio in quei giorni di Agosto. 

martedì 28 luglio 2015

Tesori



Io e mia cugina Maria Rita abbiamo scoperto la spiaggia di San Gregorio, un piccolo villaggio di pescatori con le casette che si affacciano letteralmente sul mare: i gradini delle verandine spesso e volentieri finiscono in acqua e anche sotto, quando d'inverno sale la marea. 
Forse non è il luogo migliore in cui bagnarsi, dato che esistono molte spiagge più belle ed è abbastanza vicino alla città, ma è un luogo poco frequentato e per quanto riguarda i tesori del mare, è un perfetto territorio di caccia. Tutto quello che non trovo da altre parti l'ho trovato qui. 
Ecco qualche foto del bottino:




lunedì 20 luglio 2015

Appunti Calabresi


Scrivo dalla mia soffitta Calabrese.
Un ormai vago profumo di incenso al sandalo aleggia qui intorno, e oggi ho deciso di non esserci per nessuno a parte per i miei pensieri da trascrivere e per la tesi.
Non è facile ritagliarsi un pezzettino di tempo libero quando la tua famiglia conta qualche centinaio di elementi di tutte le età e di tutti i caratteri.
Ma oggi son qui e ci sono due appunti che voglio subito trascrivere, prima che mi sfuggano.
Uno riguarda Mati, che l'altra sera mi ha fatto un regalo speciale e un'altro riguarda una perfetta estranea.

Il 18 Luglio è un giorno speciale.
Il 18 Luglio è il compleanno di Matilde, una mia cuginetta, e la sua famiglia organizza sempre una bellissima festa con parenti e amici.
Il 18 Luglio di quest'anno io ero fisicamente presente ma mentalmente lontana, di umore malinconico e iper-sensibile, con tutti i pori dell'anima spalancati alle meraviglie del mondo e alle sue brutture e ahimè,con ben pochi filtri. In una condizione di questo genere la cosa migliore da fare è starsene tranquilli e assecondare il proprio corpo, di certo non stare in mezzo alla confusione per quanto allegra possa essere.
E così io me ne stavo su una sediolina di vimini un pò in disparte,assorta a guardare il vento tra i rami di un eucalipto, sorseggiando distrattamente aranciata e con un sorrisino ebete stampato in faccia per non far preoccupare inutilmente nessuno. 
Ad un certo punto, la festeggiata, nonostante fosse tutta presa dagli altri bambini, dai regali e da alcuni palloni gonfiabili, mi è passata vicina silenziosa, e senza fermarsi mi ha sorriso e ha sfiorato le mie mani con le sue, piano piano ma in modo deciso, con tutta la profonda dignità dei suoi 3 anni appena compiuti. Un gesto semplice e sincero che ha riverberato in me come il suono dolce di un'arpa, e ha preso la forma di un messaggio: " Lo so. Non preoccuparti. Ora non mi posso proprio fermare, ma ci tengo a te ".
 Ho ingollato l'aranciata e mi sono subito messa a scrivere sulla mia agendina azzurra.


( Ieri ho incontrato di nuovo il mare. Ne sono uscita con un malditesta incredibile ma è stato bello.
Quando troverò le parole adatte per descrivere lo stato che mi procura starmene nel suo abbraccio blu lo farò. Per ora, mi ricordo di Pande, il medico Ayurveda che in India mi ha detto tante cose interessanti, tra cui  che il mio dosha è Kapha ( acqua ) e penso che non poteva essere altrimenti. ) 


Oggi mentre ero a fare la spesa, il secondo appunto.
 Solo mentale perchè non ho avuto il tempo di trascriverlo.
Una donna indiana apparentemente di mezz'età, vestita all' occidentale con i pantaloni al ginocchio,
due occhi allegri e scuri di ghiaietto luccicante, e appena un ciuffo di capelli bianchi. 
La treccia non era allacciata in fondo eppure non si scioglieva, e gli orecchini d'oro piatti e discreti, con una lavorazione a minuscole sfere, dicevano "Rajasthan".
Aspettava una coppia di anziani, ed era luminosa, radiosa, emanava felicità e premura nonostante il casino che aveva intorno. Il genere di casino cafonesco che solo un discount pieno di roba in offerta, all'estremo Sud del paese può offrire. Dopo la mia esperienza con le donne indiane, ho immaginato quanto deve essersi sentita libera con quei vestiti addosso e con un lavoro. Senza nessuna suocera frustrata a sua volta da una vita di privazioni a dirle "Didi! vergognati! Una donna non lavora e non mette quei pantaloni così corti!" 
Nonostante tutto il disordine e la confusione, lei sorrideva alla gente chiedendo "permesso" piano piano e la gente abbagliata da quel non-si-sa-cosa pieno di grazia,sorrideva a sua volta facendola passare. Pazzesco! 
Probabilmente spedisce i soldi a casa piena di orgoglio, ma la sua storia potrebbe essere pure diversa, non lo saprò mai. Ad ogni modo,spero che questa sconosciuta mantenga a lungo quel sorriso così radioso.

Tra due settimane arriva Victor.
Per adesso è tutto.



martedì 7 luglio 2015

Caldo e spedizioni postali

Ed è arrivato il caldo, quello vero.
Riesco a sopravvivere solo grazie a numerose docce fresche e al mio vecchio ventilatore.
Scrivo lettere, ricette indiane, e ovviamente la tesi.
In camera mia c'è una vecchia tela dipinta di blu, con solo un accenno di lana gialla cucito sopra che mi guarda. Dovrà aspettare un pochino, e insieme alla stesura della tesi mi aiuterà a passare i lunghissimi e caldissimi pomeriggi mediterranei., perchè  forse dovrò partire presto, ma sono contenta perchè per 10 giorni in Agosto Vic sarà in Calabria con me. Ho anche voglia di cambiare aria e risentire certi profumi, e riempirmi gli occhi con il mare e l'Etna in lontananza, e con quei tramonti arancio e viola che solo il cortiletto del nonno sa regalarmi. 
Nel frattempo ho fatto amicizia con una persona speciale, con cui forse in futuro potrò avere interessanti collaborazioni. Abbiamo molte cose in comune e se tutto va bene presto ne scriverò in modo più completo. Se volete, incrociate le dita e mandatemi un sorriso! 
Poi che altro? Ah ! I miei traffici postali che non si fermano certo in estate: Io e Vic abbiamo ricevuto una cartolina da quel pesce rosso di Eta,in cui ci tiene a precisare che qualcuno è scemo, poi ne ho ricevuta un'altra dal Corvo e da Irene dall'Estonia e subito dopo gli ho inviato un pacchetto con dentro alcuni tesori indiani . Non ho pensato di chiedere se si trovassero a Susikas o a Espoo. L'ho inviato senza indugio a Susikas ( che è il posto che tutti noi amiamo di più ) ed infatti loro erano lì. Immaginarli nella casa rossa del Corvo, con la luce dorata e iridescente del breve tramonto artico estivo ( come nella foto scattata ieri ) mi riempe di gioia. Spero di poterli  raggiungere l'anno prossimo, per festeggiare insieme la mia seconda laurea. 






PS: Anche se le magnifiche poste italiane si sono mangiate una delle nostre lettere, ne sto scrivendo una anche per Sabina. Non ci facciamo certo dissuadere da qualche sparizione,no? Anche se ogni volta che ci spediamo una lettera, sembriamo madri ansiose per un figlioletto cartaceo che va incontro a chissà quale destino. 
PPS: In queste occasioni di caldo torrido la mia speranza è riposta nei temporali. Ieri sera ho dato voce al mio vecchio bastone della pioggia, che di solito convince le nuvole a smuoversi un pò. 
Stiamo a vedere! 

martedì 30 giugno 2015

I fuochi di San Pietro

Seduti sull'argine a guardare i fuochi d'artificio.
Visuale perfetta, grilli che cantano, luna quasi piena che illumina la pianura, e un pò di venticello fresco. 
Ad un certo punto, un fruscío nell'erba alla mia destra e un'ombra scura che attraversa velocissssima l'argine e, ventre a terra, si lancia nel campo dall'altra parte. 
 Il tutto a un metro da noi, facendo spaventare Victor.
 Morale della favola: alla mia vicina di casa con la coda folta i fuochi artificiali non piacciono granchè!

lunedì 22 giugno 2015

Falene

Una nuova ondata di sensibilità quasi mistica, quella sensazione ormai familiare ma sempre nuova di avere mille occhi e mille orecchie.
Oltre al fuoco nella notte precedente a quella del Solstizio, nel parco della villa che fu la dimora di Cecilia Gallerani, ho potuto constatare con più forza di altre volte, che seppure io non fossi per nulla "appariscente" esternamente, qualcosa dev'essere percepibile dalla gente intorno. 
Il giorno dopo io e Vic ci siamo svegliati tardi e nel primo pomeriggio abbiamo fatto un salto ad un bel mercatino svuota-soffitte che si tiene ogni terza domenica del mese in centro.
Qui abbiamo trovato piccoli tesori e gentilezze: una donna che vendeva vecchi oggetti ci ha fatto i complimenti per i nostri sorrisi "così solari", poco più in là un signore dagli occhi simpatici mi ha fatto 2 euro di sconto per una cornice annerita dal fuoco di chissà quale caminetto che mi piaceva molto, e un altro ci ha venduto una piccola volpe d'argento per poi regalarcene un' altra di metallo dorato.
La cornice ha un aria un pò  slava o scandinava, e credo che ci metterò l'effige di Kipu Nainen, o quella di "Vecchio Sasso", vedremo, mentre le due volpi hanno arricchito la mia piccola collezione, che prima o poi si spera approderà in una bacheca nonchè in un' altra casa!



Nel tardo pomeriggio sono tornata a casa in bicicletta dopo aver fatto l'amore, e il mondo mi è sembrato proprio un posto bellissimo.
Poi oggi all'improvviso, dopo 7 mesi sono nate sotto il mio sguardo stupito le falene cydia deshaisiana che per tutto questo tempo ho curato e custodito all'interno dei loro due semi, ed una cuginetta giramondo che non vedevo da tempo è venuta a trovarmi per qualche giorno.


domenica 21 giugno 2015

I fuochi fatui del Solstizio d'estate


Allego qualche foto da una serata magica che mi ha visto per una volta come parte attiva e focosa, e non solo come entusiasta fotografa, e riassumo il tutto con le parole di Mirko, uno degli amici che conosco da circa 15 anni ( pazzesco...cioè io sono così giovane!!!  ) ecco qui: 

" sapore in bocca al lunedì di petrolio+
carico scarico macchina+
sedute di trucco a cottimo+
bruciature e vesciche varie+
pungiglioni di vari insetti e forme striscianti+
petrolio in faccia come trucco +
frecce maledette+
ansia+
allestimenti da record con quintali di candele lanterne e chincaglierie varie+
cacca glitterata dai quintali di porporina assieme a letti vestiti macchina ecc ecc ecc ecc ecc ec ecc+
collaborazioni... aiuti lontani e vicini inaspettati +
falene piccole piccole che volano come grandi fatine in mezzo a molte persone+
punte dei piedi e spalle fiere anche nell' erba bagna e al buio+
corse al buio con abiti bagnati e pesanti+
gente nuova e gente vecchia+
la SETE+
la FAME+
il risultato di tutto questo ? sorriso e carica...
..si....siamo la Stultifera Navis...
 e forse qualche sogno nel cuore di chi si è fatto incantare "

Ringrazio Mirko ( o Ongia, o Mocio... ) per le parole che gli ho rubato da brava volpe, e anche Victor perchè le foto che state per vedere sono opera sua, dato che io ero impegnata con due piccoli globi di fuoco...